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Il valore della vita e le scelte dei medici

La vita umana è qualcosa di prezioso. Ma non per la vita in se di cui ciascuno è proprietario dall’inizio alla fine. La vita umana è un valore aggiunto di tutta la comunità a cui appartiene, piccola o grande che sia.
Da questo si può capire che perdere una persona, vecchia o giovane che sia, è sempre un problema. In primis per la sua famiglia di appartenenza, secondariamente per tutti quelli che hanno vissuto e condiviso un pezzo di quella vita insieme. E poi terzo ma non ultimo per il mondo, a cui quella persona poteva offrire dei miglioramenti o delle rivoluzioni, e qui ciascuno può mettere la persona che preferisce.
La domanda a questo punto sorge precisa: come si fa a garantire che la vita umana possa vivere serenamente? In prima risposta c’è il tema della salute tanto psichica che fisica. Per il primo tema di salute ci sono dei ritrovati farmacologici in supporto a determinate patologie che vengono adottati non solo a soggetti relegati nei centri specializzati, ma anche magari al proprio vicino di casa di cui sotto questo aspetto non si sa nulla. Per il secondo tema non si può prescindere da medici di tipo variabile a seconda dell’età e del problema eventualmente sorto. E alle volte i medici hanno anche pareri contrastanti tra loro. E questi pareri si spalmano sui pazienti a cui prima si sente qualcosa e poi si dice qualcos’altro. Come nel caso dei vaccini, da alcuni dottori sconsigliati sembrerebbe perché le malattie da debellare sarebbero state debellate da tempo.
Bisogna però dire una cosa adesso a riguardo: un medico può essere libero di non far vaccinare un soggetto a protezione contro la malattia, per il fatto di avere un proprio parere a riguardo. Ma poi il medico dovrebbe essere responsabilizzato in caso di decesso di un proprio paziente per mancata vaccinazione. Infatti è troppo comodo dire di no ad un vaccino e poi avere il di dietro parato perché è magari colpa del genitore che non ha eventualmente insistito per l’eventuale iniezione. Troppo comodo…

Cronaca: “Una madre impazzita e gli investimenti sbagliati”

C’è stata una mamma che nel milanese, sventata da danni irreparabili alla sua persona e alla sua famiglia per merito dei pompieri, ha letteralmente gettato le sue due figlie dalla finestra. Se non ci fosse stato il telo dei Vigili del Fuoco a quest’ora ci sarebbe una camera ardente aperta per le due bambine dentro due bare bianche. Il tutto sembrerebbe causato da un sindrome post parto. Se ci si aggiunge che la donna prendeva antidepressivi, il cocktail è prontamente servito.
Forcaiolismo a parte – perché ce ne sarebbe da dire ad una amministrazione lombarda prima che comunale che vanta meriti assoluti ma poi si trova davanti a certi casi di cronaca – una cosa balza all’occhio: si è lasciata allattare una donna che prendeva antidepressivi. A digiuno di competenza medica, non sarebbe tanto sbagliato pensare che per un verso o per un altro quei medicinali potessero passare dalla donna alla figlia da allattare. E quindi si potrebbe pensare che c’è stato uno sbaglio da parte della pediatra responsabile a far allattare la donna. Forse era meglio il latte in polvere, che ha tanti demeriti ma di psicofarmaci fino ad oggi non se n’è sentita notizia di esistenza al suo interno.
In un momento storico in cui le statistiche vengono fuori, e se vengono fuori vuol dire che non c’è da star sereni, con cali di demografia, gli enti statali dovrebbero investire in maniera più diversificata nella cura dei neonati con figure professionali mediche che non debbano guardare l’orologio con fretta perché hanno altri pazienti da guardare. Che non debbano correre e quindi lasciare al caso problemi come questo. Perché sarebbe bastata da parte delle due figure, il pediatra e lo psichiatra, una diversa attenzione verso il caso della donna, e due bambine salvate per miracolo non avrebbero adesso bisogno di uno psicologo infantile. Certamente per metabolizzare da una parte la caduta dalla finestra, dall’altra la caduta di fiducia nel proprio genitore femmina.
Soldi spesi in più quando se ne poteva spendere meglio fin dall’inizio…