Tag: Germania

Ci sono altri paesi da osservare in Europa

“Qui non siamo in Germania” è una frase abbastanza ricorsiva che si può ascoltare quando qualcuno parla del paese in cui viviamo, cioè quando si parla dell’Italia. La cosa che per un certo verso fa abbastanza curiosità è che in Italia si prenda ad esempio un paese con cui storicamente parlando non sia un buon trascorso, cioè un paese che, con tutte le debite circostanze di ringraziamento per averci salvato in piena seconda guerra mondiale, non dovrebbe avere tutta l’importanza che gli viene data. La Germania è indubbiamente un grande paese. È un paese ricco, produttivo, abbondantemente con le carte in regola per gestire l’Unione Europea, pur non potendo farlo secondo le regole europee. Però la Germania non è l’unico paese da cui si potrebbe imparare qualcosa o perlomeno da poter prendere come metro di paragone della nostra situazione nazionale. Non si capisce come mai realtà come l’Inghilterra, l’Austria, la Spagna, la Francia e tanti altri paesi europei, potendo anche parlare di paesi non europei, vengano lasciate in secondo piano. Non è che non ci sono paesi da prendere in considerazione per trarne proporzioni o trarre situazione di miglioramento per la nostra realtà. Sono realtà solide, magari diverse ma comunque con abbondantemente le carte in regola da poterle far prendere in considerazione. Comunque non si capisce perché vengono ignorate. La speranza è che un giorno si possa sentir dire dalla gente qui non siamo in Inghilterra o qui non siamo in Francia. Non soltanto qui non siamo in Germania perché la Germania, pur con tutte le possibilità positive di cui è padrona, non è assolutamente l’unico paese a cui poter fare riferimento come punto di paragone.

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Esteri: “Una copertina molto diplomatica”

angela merkel

La persona dell’anno 2015 per Time è Angela Merkel

Citando testualmente da Le Notizie di Cronaca:

”Tra gli altri candidati Abu Bakr al-Baghdadi dello Stato Islamico, il candidato alla nomination repubblicana per la Casa Bianca Donald Trump, il ceo di Uber Travis Kalanick e il presidente dell’Iran Hassan Rohani”.

Come giornale, Time ha sempre abituato il suo pubblico a copertine di un certo spessore. Questa volta, per il personaggio dell’anno 2015, si è pensato High Profile per i candidati, ma Low Profile per la scelta. E non si poteva fare altrimenti.
Dire che lo Stato Islamico fosse qualcosa da ricordare sarebbe stato leggermente pesante, oltre che osceno. Intralciare una elezione poteva sapere di fazioso. Dare del bravo ad un servizio che qui in Italia ha portato alla rivolta degli autisti privati dei taxi, se non anche in altri paesi del mondo, avrebbe fatto crollare le vendite della rivista dato che Uber è qualcosa di molto pervasivo nel mondo. Angela Merkel, invece, è praticamente perfetta: non da noia come altri personaggi scelti.
Porterà la sua brava dose di scandalo dove agisce, visto che la premiata, per alcuni in Europa, è la infausta direttrice e fautrice dell’austerità. Ma altrove non potrà che essere salutata come la perfetta candidata ad una carica che dà una certa notorietà, ma assolutamente temporanea.
Il motivo è molto semplice: le copertine di Time sono come i vincitori del Festival di Sanremo. Si fa festa sui giornali quando succede, nell’immediato. Poi, quando il tempo passa, sono solo i redattori dei giornali che se ne ricordano. Le persone normali, prese dalla vita comune, hanno altro a cui pensare.
Per gli altri candidati scelti la temporaneità non sarebbe funzionata? Più che altro un Capo di Stato rimane nel suo stato. Le altre candidature avrebbero ricevuto un effetto rimbalzo davvero forte. E se non il personaggio, quello che rappresentano. Eventuali Capi di Stato più sconosciuti non avrebbero scatenato i media del mondo come Time cerca per la propria notorietà.