Il lavoro del Festival di Sanremo e le scelte a riguardo

Quando vai a Sanremo le cose sono solo due: o vinci o perdi. Anche se tu sei Albano o Gigi D’Alessio poco cambia: la canzone è ciò che vince tanto sulle radio quanto sul web, con una piccola predominanza del secondo.
Questa edizione appena finita sembra che Carlo Conti abbia fatto una accurata selezione su una rosa di cantanti davvero ampia come quella italiana per produrre uno spettacolo che ha un suo eco anche al di fuori della televisione. Si può forse negare che le radio stanno passando le canzoni del festival e che i vari cantanti vanno nei talk e nei salotti televisivi a collegare il lavoro di Conti con la televisione che prosegue dopo l’Ariston?
Una domanda adesso si presuppone: come si potrà fare un festival migliore di quello che è stato fatto quest’anno con i galattici risultati ottenuti? Adesso bisognerebbe trovare un soggetto magari anche uguale a Carlo Conti, se non lui stesso, che riesca a fare gli stessi ascolti magari con una spesa inferiore. Senza togliere il fatto che la coconduttrice del festival di quest’anno ha lavorato gratuitamente.
Per ora non si può non dire grazie a Carlo Conti per il lavoro svolto. E soprattutto essere riuscito nell’intento con una contrapposizione su Whatsapp che voleva boicottato il festival molto forte. Se la Rai avrà la lungimiranza di valutare, non verrà buttato alle ortiche tutto quanto

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