Economia: “La città eterna e il ricambio dei nuovi affitti”

In questo caso si tratterebbe di cronaca. Ma la Affittopoli che il commissario Tronca sta portando avanti, sotto un certo aspetto, riguarda l’economia. Anche se solamente quella romana.
Non si può negare che ieri una parte dei cittadini romani viveva una vita secondo una disponibilità economica adeguata ad un affitto ben preciso. Cioè quello che inequivocabilmente si può definire una miseria ma che comunque era un affitto. Non si stava in una abitazione o si conduceva un esercizio senza nessun affitto, cioè pagando zero. E bisogna non lasciare fuori dalla discussione che quella conduzione si paragonava alla città con parametri diversi, per non dire fuori dal mondo, da quelli che logicamente e mercativamente sarebbe necessario applicare.
Da oggi, o per lo meno da dopo la fine dell’inchiesta di Tronca, ci saranno nuove condizioni. E queste nuove condizioni, qui la domanda, porteranno un beneficio o un maleficio?
Per chi deve, e si sottolinea deve, pagare o un mutuo o un affitto senza poter contare su riduzioni o dilazioni la soddisfazione e l’indignazione sono la prima sensazione. Adesso non ci saranno più dei furbetti che se ne staranno in dei lussuosissimi appartamenti al costo di un caffè al giorno. Ma per i colpiti sarà, o dovrebbe essere, abbastanza difficile la nuova vita. Si può trattare di famiglie che dovranno ridurre il proprio tenore di vita, se non cambiare completamente tutto. Si può trattare di professionisti che non potranno magari lavorare come prima, impoverendo il tessuto sociale e lavorativo della città. Si può trattare anche del semplice impiegato pubblico o privato, che dovendo trasferirsi e trasformare la sua vita può provocare danni, lievi o grandi non si sa, al suo incarico più o meno di responsabilità.
Il dubbio che adesso può assalire è più o meno questo: ci sarà un ricambio sano immediato, con locazioni rinnovate ed adeguate al mercato immobiliare? Oppure prima che le cose si siano aggiustate e rimesse in moto in maniera fruttifera, dal locatario fino al commerciante di zona che lo rifornisce, passerà del tempo, con un inevitabile impoverimento praticamente a pioggia?
Tronca sta indubbiamente facendo qualcosa che altri sindaci non sembrerebbe abbiano mai fatto. Ma la sua forza di commissario straordinario potrebbe spingersi, con le migliori intenzioni, oltre una cosiddetta tolleranza. Un limite fisiologico per cui la più rigida fermezza e il massimo rigore si possono ritorcere contro a chi ha iniziato il tutto. Beninteso: non si può stare in centro storico e pagare quanto in periferia alla metà dello spazio. Ma tutto sta a capire se l’economia generale della città potrà reggere, se non rinnovarsi virtuosamente.

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